Condividi, diffondi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  • Tunes
  • Arrangiamento
  • Suoni
  • Voto Zion Street
4.4

Riassunto

Uno dei dischi centrali, se si vuole conoscere l’origine di certe influenze più recenti della musica Dub francese di stampo elettronico. Dub, Trip Hop e sonorità a volte tropicali, spingono l’ascoltatore verso una danza musicale unica nel suo genere. Elegante.

Mahom Fell In
Mahom

Torniamo indietro nel tempo e con la memoria al 2017. Siamo in Francia, anche se detto fuori dai denti questo elemento è fulcro centrale della storia europea del Dub di stampo elettronico. Sono anni in cui l’onda avanguardista della scena in levare, avanza passo dopo passo in festival più o meno del genere (parola orribile, lo sappiamo nda.). L’espansione è ormai cosa certa anche in alcuni ambienti musicali ove prima della parola Dub si conosceva solamente la sua declinazione in qualche release di gruppi rock britannici storici come The Clash & co.

Mahom è un nome che c’è sempre stato. Fin da quando l’alba della scena francese è sorta sul panorama europeo lui era fra i primi protagonisti di quel crogiolo musicale che ora coinvolge intere masse di giovani e meno giovani. Perfino i più radicali li si nota aggiungere giradischi digitali ai loro set, per poter riprodurre tracce più moderne ove la release in vinile non è presente. Di necessità virtù, direbbe qualcuno. Io preferisco invertire le parole e tutto cambia.

Fell In è un disco centrale in questa fase di trasformazione. Un faro per molti giovani dubmaster che si trovano di fronte una scena Dub europea frastagliata e ricca di punti d’ispirazione live e discografici. I primi step di questo disco si contraddistinguono per una forte presenza di Trip Hop o Bristol Sound. Sonorità che troveremo accentuate nei dischi per esempio di KSD sempre distribuiti digitalmente da ODG Production. In Chat Sauvage tutto cambia: le atmosfere cominciano ad incupirsi, i sequencer corrono lenti ma dannatamente inesorabili. Le voci epiche ed oniriche, inserite qua e là nel panorama stereofonico amplificano questo viaggio musicale che fin dalle prime battute si innalza, cresce, si contorce.

L’aria, la luce arriva con il feat di Art-X (che abbiamo recentemente recensito per il suo ultimo disco) grazie alla splendida Soul Fire. Un prologo, un antipasto dell’apice di questo disco che arriva proprio pochi minuti dopo Dub In Faluja.

Qui chiunque ne sappia di musica o almeno ci provi, sgrana gli occhi: moderna, pop, fresca, coerente, ritmicamente efficace. Un capolavoro. Altri capitoli musicali di questo Fell In da citare sono sicuramente Dub Boat, Time To, Land of Souls.

In conclusione, crediamo fermamente che questo Fell In abbia in qualche modo, forse senza saperlo, anticipato cronologicamente parlando un’influenza della musica Trip Hop nel mondo della musica Dub francese di stampo elettronico. Tanti paroloni tecnici, per definire a mio avviso un’opera più internazionale di quanto la si possa immaginare. Ancora una volta, Mahom dimostra come la sperimentazione e la capacità d’inventarsi una palette cromatica sonora tutta nuova, possa essere una scelta lungimirante.
 
Scarica gratuitamente la discografia di Mahom direttamente dal sito ODG Prod. 
 
 

Ascolto Mahom Fell In su Spotify

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *